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venerdì 30 novembre 2012

ILVA: LA CONFISCA DELL'IMPIANTO COME SI FA PER I BENI DEI MAFIOSI

I veleni dell'Ilva, un possibile antidoto
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Invece di screditare il lavoro dei giudici con nuove regole ad aziendam, il governo avrebbe potuto confiscare l'impianto, come si fa per i beni mafiosi. Salvando i posti di lavoro.
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di Federico Klausner


Passerò per il vecchio dinosauro mas-simalista, fuori dal tempo e anche politicamente scorretto, ma sull'Ilva, che per anni ha prosperato in una colpevole tolleranza e connivente opacitá bipartisan, una idea l'avrei. Con donazioni e finanziamenti innominabili a tutti i partiti, la famiglia Riva ha fatto bene i suoi conti: meglio investire (meno) tenendo buono chi avrebbe dovuto controllare il rispetto delle leggi sull'ambiente, che risanare un territorio avvelenato, salvaguardando la salute di chi le ha permesso di prosperare.

Certo, con la politica della carota e del bastone, il ricatto occupazionale, è riuscita a tenere le amministrazioni locali sotto schiaffo, obbligandole da sempre a una scelta diabolica tra salute e lavoro, due sopravvivenze complementari. Ora che i giudici hanno emanato l'unica ordinanza possibile, alla luce delle leggi vigenti, si cerca di includere anche loro nel ricatto, caricandoli di quella responsabilità politica più volte considerata il cancro della nostra democrazia, quando è convenuto.

Cosa fa il governo? Nel più classico stile berlusconiano di norme "ad aziendam" vara nuove regole Aia (autorizzazione di impatto ambientale) per vanificare il lavoro dei giudici, le loro ordinanze e di fatto delegittimando la magistratura, con buona pace della divisione dei poteri, pilastro della democrazia.

Eppure un'altra strada l'avrebbe avuta: la confisca dell'impianto. Non come esproprio proletario di sessantottina memoria, ma come si fa per i beni dei mafiosi. La logica è la medesima: esercizio di una azienda basato su un reato e attentato alla salute pubblica. Come una discarica abusiva per intenderci. Quindi un interim a conduzione statale, salvaguardando i posti di lavoro e iniziando finalmente la bonifica ambientale, e poi vendita al migliore offerente.

Non mi preoccuperei eccessivamente della sorte dei Riva: Riva jr, annusata l'aria, sta svernando in qualche paradiso, probabilmente anche fiscale, con i soldi messi cinicamente da parte sulla "minchiata di un paio di tumori in più". Sarebbe un ottimo segnale.

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