L’Aborto Negato è una Tortura: le Dichiarazioni Shock dell’Onu
di Maria Laura Barbuto
Mondo / Onu / Aborto / Interruzione volontaria di gravidanza / Vita / Morte innocenti / Genitori Mancati / Torture / Diritti umani / Trattamenti e pene crudeli / Rifiuto della vita / Rischi dell'aborto / Juan E. Mendez
Le dichiarazioni shock contenute nel Rapporto
Onu che parla dei diritti umani
Come calpestare la vita in pochi secondi: Onu docet!
New York – “Chi si oppone all’aborto infligge una forma di tortura alla donna”: questa la scioccante dichiarazione del commissario Juan E. Mendèz, contenuta nel “Rapporto del relatore Speciale sulla tortura ed altri trattamenti o pene crudeli, inumane o degradanti”, in un documento presentato alla 22esima sessione del Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu. Scioccante. Nessuna altra definizione in merito a quanto affermato e messo nero su bianco. Scioccante, che si parli di tutela di diritti umani ritenendo a gran voce che l’aborto debba diventare una sorta diritto della donna, legato essenzialmente alla sola volontà umana, a tutela della dignità femminile.
Il Rapporto della Morte
Recita il rapporto: “Enti internazionali e regionali attivi nell’ambito dei diritti umani hanno cominciato a riconoscere che l’abuso ed il maltrattamento di donne che cercano servizi di salute riproduttiva possono causare tremende e durevoli sofferenze fisiche e psicologiche”. A questo punto, possiamo dire di essere realmente arrivati alla frutta. Uccidere un figlio significa uccidere la possibilità di diventare genitori, significa rifiutare un dono unico, quale quello della vita. Eppure, a quanto pare, l’Onu si schiera a favore della morte: “difendendo i diritti umani”, in una contraddizione a dir poco paradossale . L’abuso delle parole “dignità, diritti umani, libertà fondamentali” è, ormai, all’ordine del giorno e rischia di creare una chiara e netta disinformazione, di confondere e abbindolare, di tentare e fuorviare numerosissimi cittadini.
Un "Foglio"… da buttare nel cestino!
L’interruzione volontaria della gravidanza non è la soluzione che tutela la donna, perché la rende autonoma nella sua decisione, ma è una pratica che invece la priva della suadignità di mamma. Lo abbiamo sempre detto del resto che ogni aborto provoca sempre due morti, una fisica ed una psicologica, una della vita che si ha in grembo ed una della genitrice mancata. Soprattutto, una donna che decide di abortire si espone, volontariamente ( ed in alcuni casi anche inconsapevolmente ) ad una serie di rischi notevoli per la sua salute ed alla probabilità di problemi relativi ad eventuali future gravidanze. Addirittura, la testata “Il Foglio” scrive che “un aborto negato è esplicitamente paragonato alla sterilizzazione ed alla mutilazione genitale, citate giustamente nel rapporto come esempi di tortura”.
L'altra faccia della medaglia
Noi vogliamo leggere l’altra faccia della medaglia è pensare che alle torture non sia paragonabile un aborto negato, ma un’interruzione di gravidanza effettuata da coscienze poco pure e pulite. Nessun innocente può pagare per i nostri sbagli, nessuno può decidere della vita di nessuno. E cristiani o no, scienziati o meno, abortisti senza scrupoli o promotori della famiglia, tutti siamo in grado di riconoscere che un feto è vita, sin dal momento del suo concepimento. Come se non bastasse, nel rapporto viene ricordato il caso di una donna polacca alla quale venne negato un test genetico sul feto, dopo che un’ecografia aveva evidenziato delle anormalità, con parole abominevoli nei confronti di qualunque essere umano: “Negare le informazioni su un bambino Unfit, INDEGNO DI VIVERE, è una violazione dei diritti umani”.
Un Progressismo Abominevole
Noi riteniamo che queste espressioni siano un vero e proprio aborto per l’umanità intera. “Indegno di vivere” non può essere riferito a nessun essere umano, perché non dipende da noi uomini la selezione dei nostri simili. Vogliamo forse ritornare indietro nel tempo, quando “qualcuno” aspirava alla purificazione di una determinata razza per affermare una supremazia di uomini su altri uomini? E come si fa, in questo contesto abortista, a continuare a parlare di diritti umani? Qui di umano c’è davvero poco e la vera tortura è far credere ad una donna che un’interruzione di gravidanza sia la soluzione immediata ed a portata di mano per “rimediare” ad uno sbaglio da “adulti”. Non si può accettare tutto questo, non si può appoggiare la morte innocente.

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