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E' la produzione petrolifera araba che crolla...ecco la rivelazione (...):
li sorpasserà entro il 2020
solo perché la loro produzione è destinata a crollare, e non a crescere.
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Ma guarda che interessanti scoperte ha fatto Michael Klare, docente universitario americano che si occupa anche di risorse ed energia. Mentre eravamo tutti a commentare l'unica notizia dell'ultimo World Energy Outlook IEA che ha meritato titoloni, ovvero l'ormai famigerata storia che gli USA supereranno Arabia e Russia in fatto di produzione petrolifera, l'esimio professore si è invece preso la briga di leggere il report fin nelle sue riposte pieghe. E ha tirato alcune conclusioni davvero interessanti, che smentiscono l'ottimismo generale "Tutto va ben, madama la marchesa".
Potremmo tradurre il titolo del suo articolo in "Il bello, il brutto e il tremendamente cattivo". Ad esempio:
Prendete la produzione USA che sorpassa quella di Arabia e Russia. Fantastico, vero? Ma ecco la rivelazione (...): li sorpasserà entro il 2020 solo perché la loro produzione è destinata a crollare, e non a crescere.
Infatti, secondo le ultime revisioni IEA, la produzione USA crescerà fino a 11 miliardi di barili al giorno entro il 2025, ma l'output saudita crollerà inaspettatamente a 10,6 miliardi di barili e quello russo a 9,7. Ecco il motivo del sorpasso: un vincere facile, altro che miracoli del fracking!
La IEA però, se la ride Klare, annuncia un altro trionfo che risolverà i problemi petroliferi: la produzione irachena più che raddoppiata... nel 2035. Vista la situazione di instabilità continua che vive oggi quel Paese, è come rimandare indefinitamente un futuro cornucopiano.
Klare esamina infine il report anche per quanto riguarda il carbone, i sussidi ai carburanti e soprattutto il problema climatico, concludendo in modo impressionante:
In un report che strombazza belle notizie sulla supremazia petrolifera americana, suggerire poi quietamente che il mondo è destinato senza rimedio ad un aumento di temperatura di quasi 4 gradi, è come piazzare una bomba termonucleare in un regalo di Natale graziosamente incartato.

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