siamo cavie di un laboratorio a cielo aperto
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Innocente Marcolini ha subito un’operazione per via di un tumore al cervello e da allora convive con il dolore. La Magistratura ha sentenziato che le onde elettromagnetiche sono emanate dai cellulari, dai WI-FI, dalle antenne telefoniche radio-televisive, dai radar, dai cordless e altri dispositivi e sono molto probabilmente dannose per l’uomo. Non possiamo saperlo ancora con certezza, lo sapremo forse fra una decina di anni.
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In pratica siamo tutte cavie, cavie di un laboratorio a cielo aperto, attraversato da milioni di onde invisibili sulla cui benignità pesano forti dubbi e che tuttora non sono regolate. Basta vedere che ogni volta che scegliamo di connetterci ad una rete senza fili la lista delle possibili reti tra cui scegliere è spesso molto lunga.
Applicare il principio di precauzione emanato in merito nel maggio 2011 dal Consiglio d’Europa e informare i cittadini sembrerebbe scontato. “Se mi avessero avvisato che c’erano dei rischi a usare tanto il telefono mi sarei comportato diversamente. Ma nessuno l’ha fatto” – ha dichiarato Marcolini e per questo, attraverso la piattaforma Change, ha lanciato una petizione online in cui chiede agli operatori di telefonia mobile di avvertire gli utenti sull’uso corretto del cellulare.
Non si tratta di tornare indietro. Non si tratta di chiedere di bandire i cellulari e gli apparecchi tecnologici che emanano le onde.
Si tratta piuttosto di essere messi al corrente di piccole strategie e informazioni fondamentali, come usare l’auricolare, il vivavoce o gli sms il più possibile; evitare di tenere il cellulare a contatto con il corpo o vicino al cuscino quando si dorme; alternare l’orecchio durante le chiamate e non appoggiarvi direttamente il telefono quando c’è poco segnale…
Basterebbe poco insomma a ridurre il rischio, e allora perché questa omertà?
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